È uno dei più grandi tra i frutti degli agrumi, secondo solo al pomelo, dato che può facilmente raggiungere i due kg di peso, nel qual caso però non viene consumato fresco, ma è destinato all’industria conserviera per la produzione di succo. La buccia del pompelmo è abbondantemente foderata dalla massa spugnosa detta albedo che è però leggermente meno compatta di quella del limone. Per questo motivo il frutto non ha la consistenza del limone, né l’elasticità dell’arancia, il che lo fa spesso sembrare ammaccato.
Il terreno ideale, soprattutto per la coltivazione in vaso, non deve essere né argilloso né calcareo, ma fertile, sciolto, leggermente acido e ben drenato. Le annaffiature dovranno essere frequenti e regolari in estate quando la pianta è nel pieno della fioritura, mentre nella stagione autunnale ed invernale sono sufficienti le precipitazioni atmosferiche. Se posto in vaso, le innaffiature, invece, dovranno essere più costanti avendo cura di effettuarle quando il terreno è ben asciutto. In gennaio è buona norma fornire un concime a base di azoto, mentre in primavera un fertilizzante contenente ferro, manganese, magnesio e zinco. Un’abbondante produzione di frutti può essere ottenuta concimando con una miscela di potassio, perfosfato minerale e solfato di ammonio. In inverno, per evitare che gelate notturne deteriorino la pianta è opportuno coprirla con appositi teli e provvedere alla pacciamatura delle radici.














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